Bioarchitettura e cultura locale

bynight.jpg Villa Dida è stata edificata con il principio del rispetto ambientale e della cultura degli abitanti del luogo.
Il piano regolatore dell’isola prevede che in quest’area non vengano costruiti grossi hotel e costruzioni alte che deturpino l’ambiente. Questo è stato il motivo principale del perché “qua e non là”. Alle spalle della struttura vi è un piccolo villaggio di pescatori con i quali conviviamo in armonia. Gli abitanti molto ospitali e allo stesso tempo riservati saranno felici di insegnarvi il “life style” di Zanzibar e di mostrarvi il loro paesello di mare.
villadida18.jpg All’interno di Villa Dida per ogni albero tagliato (per ragioni di sicurezza), sono stati piantati due alberi. Il tetto esterno tutto di foglie di palma (makuti), è stato progettato secondo l’antica tradizione swahili con alcuni accorgimenti architettonici europei. Il controsoffitto è costituito da assi di legno e calce naturale. L’intero appezzamento di terreno, prima dell’inizio della costruzione, è stato ripulito da spazzatura e sterpaglia ed ora stanno nascendo numerose piante tropicali che inebrieranno di profumi il vostro soggiorno.
Attualmente Villa Dida in collaborazione con l‘organizzazione non governativa Senzala-Zanzibar e l’associazione Senzala-Torino si sta adoperando per l’elaborazione di un progetto sociale nell’area di Pwani Mchangani di educazione ambientale e di riciclaggio della plastica, flagello che sta colpendo l’isola in quest’ultimo decennio.


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