Isola delle spezie e rifugio di antichi pirati, Zanzibarancora oggi mantiene il fascino e i profumi del suo passato. Le coltivazioni di spezie e di chiodi di garofano introdotte nell’800 sono oggi ancora presenti, lasciando nell’aria dolci suggestioni di cannella, zenzero e cardamomo.
La città, Stone Town, con i suoi caratteristici dedali di stradine, il coloratissimo mercato e gli stupendi palazzi di calce bianca e calcare corallino, con portoni di legno intarsiati e decorati con motivi indiani e arabi, vi lascerà a bocca aperta.
Ad abbracciare questo paradiso terrestre troviamo il blu dell’Oceano Indiano, con una magnifica barriera corallina che divide le acque profonde da quelle calme e basse che bagnano spiagge bianchissime, ombreggiate da piccoli alberi di palma, sotto i quali rilassarsi….Difficile non innamorarsi di quest’isola e dei suoi abitanti ospitali e dai modi gentili e simpatici.
ALTRE INFORMAZIONI
VACCINAZIONE Non è obbligatoria nessuna vaccinazione. Per chi proviene dal Kenya è obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla. Si consiglia la profilassi antimalarica per le escursioni-safari nei parchi nazionali nell’interno della Tanzania.
DOCUMENTI Per i cittadini italiani è necessario il passaporto con almeno sei mesi di validità. E’ obbligatorio il visto d’ingresso, ottenibile in loco all’aereoporto, il cui costo è di 50 Usd, oppure presso il Consolato della Tanzania a Milano 02/58307126.
Ricordiamo che alla partenza da Zanzibar vi è una tassa aereoportuale di uscita da pagare al governo locale di 38 Usd. Pertanto è sempre consigliabile arrivare l’ultimo giorno con il denaro già in dollari per non perdere denaro nel cambio.
FUSO ORARIO Un’ora in più rispetto all’Italia nel periodo dell’ora legale, due ore in più nel periodo dell’ora solare.
VALUTA La moneta ufficiale è lo Scellino Tanzaniano (TSH), diviso in centesimi. 1 euro vale circa 1600 scellini. L’euro è sempre accettato.
LINGUA La lingua ufficiale è il Ki-swahili, lingua nata a Zanzibar e diffusa in gran parte dell’Est Africa, fino ad alcune aree del Congo. E’ abbastanza diffuso l’inglese e tra gli operatori turistici locali anche l’Italiano.