La religione
La maggioranza della popolazione (circa 80%) si professa di fede mussulmana. Il restante 20% è cristiana protestante, cristiana ortodossa, induista e zoroastrista. Vi è anche un piccola percentuale di credenti nel buddismo. L’Islam, come abbiamo visto, fu introdotto, intorno al 1600, così come il cristianesimo giunse negli stessi anni con l’arrivo dei portoghesi. L’induismo si radicò quando i mercanti indiani decisero di stabilirsi su quest’isola intorno al 1700. L‘antica fede nello zoroastrismo giunse con alcune famiglie discendenti di antichi persiani, immigrati prima in India e successivamente a Zanzibar.
Lo Stato tutela ogni forma di religione e nonostante alcune leggi si pongano in accordo con l’Islam, non vanno a ledere i diritti delle altre fedi. Per esempio il matrimonio a Zanzibar può essere celebrato secondo il rito religioso di appartenenza, ma esiste il matrimonio civile in comune che è quello riconosciuto a livello internazionale. Il matrimonio musulmano a Zanzibar prevede che l’uomo possa sposare fino a quattro mogli, ma il diritto di famiglia riconosce anche alla donna il diritti di separarsi dopo tre anni di matrimonio.
La carne è uccisa secondo il rito islamico, ma gli induisti non mangiando la mucca si cibano della carne di maiale. Il giorno di festa settimanale è il venerdì musulmano, quando tutti i fedeli si recano alla moschea per svolgere la preghiera. In quel giorno si vedono numerosi uomini vestiti con la tunica musulmana di colore bianco chiamata Kanzu.
Oltre alla fede nelle dottrine religiose del libro vi sono anche pratiche e conoscenze anteriori ad esse, il culto degli spiriti e le pratiche mediche tradizionali.
La credenza nell’esistenza degli spiriti e l’attribuire a loro le cause delle disgrazie, così come invocare loro per risolvere determinati problemi è diffusa in tutte le classi sociali, senza distinzione di sesso, età, o appartenenza ufficiale ad una religione. I culti negli spiriti sono molto diversi l’uno dall’altro e cambiano a seconda delle zone geografiche dell’isola. In questa sede ci limiteremo a dire che coloro che curano le persone con metodi tradizionali naturali ed hanno a che fare con gli spiriti sono definiti waganga, la cui tradizione significa semplicemente medici. Alcuni più fedeli al credo islamico e cristiano attuano esclusivamente pratiche esorcistiche, ritenendo le entità spiritiche impure e pericolose, mentre altri invocano gli spiriti per ottenere i risultati sperati. All’opposto di queste pratiche atte, diciamo in generale, al bene della persona, vi sono congregazioni segrete di operanti nell’area spiritica, chiamate uchawi, ovvero stregoneria. L’adesione a queste congregazioni prevede riti iniziatici estremamente impuri e totalmente contrari ai precetti cristiani, musulmani o induisti.
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Inserito da senzaleiro il Gio, 2006-05-11 12:04